

John Elkann aveva pagato al fisco 185 milioni di euro, in modo da risolvere i suoi problemi penali con una semplice messa alla prova: qualche corso di formazione dai salesiani e niente processo. Invece il gip di Torino Antonio Borretta ha scavalcato il pm Marco Gianoglio e imposto l’imputazione coatta: ora il presidente di Stellantis, nipote di Gianni Agnelli e ultimo rampollo della dinastia industriale torinese, rischia il processo. E insieme a lui anche Gianluca Ferrero, commercialista di famiglia e presidente della Juventus (la posizione dei fratelli di John, Lapo e Ginevra, è stata invece archiviata). Un dibattimento molto probabilmente destinato alla prescrizione, ma con conseguenze che potrebbero essere pesati sul campo societario. Il presidente di una holding quotata in quattro diversi mercati azionari (Milano, Parigi e New York per Stellantis, Amsterdam per Exor) sotto processo per false dichiarazioni fiscali è un’ipotesi che rischia di avere conseguenze anche sul suo ruolo nella multinazionale dell’auto . Tutto ciò in un contesto che vede Elkann impegnato in un ampio piano di dismissioni (oltre alla crisi dell’auto c’è la trattativa in fase avanzata per la vendita del gruppo Gedi, cioè Repubblica e La Stampa).
Tutto nasce da un esposto della madre di John Elkann, Margherita Agnelli, figlia dell’avvocato, riguardo all’eredità della moglie di Gianni Agnelli, Marella Caracciolo. Secondo l’accusa Elkann avrebbe messo in scena una falsa residenza svizzera della nonna, al fine di evadere il fisco e di nascondere l’eredità alla madre. Lo scontro sul tesoretto di famiglia – di cui Report aveva parlato con mesi di anticipo rispetto allo scoppio dell’indagine torinese (“La Signora degli Agnelli”) rischia di cambiare gli assetti economici del più importante gruppo industriale privato italiano. In seguito all’inchiesta di Report sulle opere d’arte della famiglia, probabilmente esportate illegalmente all’estero, è stato anche aperto un fascicolo di indagine a Roma, per ora contro ignoti (“Compra l’arte e mettila da parte”)