04/07/2020
13/04/2010

“Io non ci sto!”

E' il titolo della lettera sfogo di imprenditore bresciano ai suoi concittadini, rei di aver dimenticato le proprie origini. "Rilevo io i debiti dei genitori che non pagano la refezione scolastica". Svolta nella vicenda della mensa scolastica di Adro

"Rilevo io i debiti dei genitori che non pagano la refezione scolastica". Svolta nella vicenda della mensa scolastica di Adro (Brescia), dove alcuni bambini erano stati esclusi per gli arretrati nel pagamento della rette, da parte delle famiglie.
La giunta comunale aveva precluso il servizio a 42 bambini figli di famiglie (in larga maggioranza immigrate) non in regola con il pagamento delle rette.

Un imprenditore del paese ha saldato tutto il debito pregresso, quasi 10mila euro, versando il denaro all'associazione di genitori che gestisce la mensa. L'imprenditore intende rimanere anonimo e ha spiegato il proprio gesto in una lettera che ha il sapore di un richiamo.
 
 
LA LETTERA. "Io non ci sto (è il titolo della missiva, n.d.r.) sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i primi anni di vita in una cascina come quella del film L'albero degli zoccoli. Ho studiato molto e ho ancora intatto il patrimonio di dignità, inoltre ho guadagnato soldi per vivere bene. Per questo ho deciso di saldare il debito dei genitori di Adro".
 
Ma i genitori adempienti protestano: "Noi genitori adempienti non siamo obbligati a sostenere i figli di genitori inadempienti. Non siamo un ente assistenziale facciamo fatica anche noi a fare quadrare i conti ma è un dovere pagare un servizio".
 
Non è comunista, anzi ci tiene a precisare che ha votato Formigoni, ma dice: "Voglio urlare che non ci sto, ma per non urlare e basta ho deciso di compiere questo gesto che vorrà dire poco ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani". E ancora: "Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma a casa è assistita da una signora ucraina. I miei compaesani in poco tempo si sono dimenticati da dove vengono - continua - mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l'asticella dell'intolleranza di un passo all'anno".
 
E fa un duro richiamo alle istituzioni come la Chiesa: "Ma dove sono i miei sacerdoti? Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocefisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande in casa poi possiamo fare quel che vogliamo?".
 
Striglia pure il Presidente del Consiglio "Ma dov'è il segretario del partito che ho votato e vuole chiamarsi 'partito dell'amore'?; "Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo che ci diano le loro dichiarazioni dei redditi degli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case. Non vorrei essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito o tenore di vita venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro al mese (regolari). Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l'amministrazione per non trovare i soldi della mensa? I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione del servizio tra 20-30 anni vivranno nel nostro paese. L'età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone nella casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. E' anche per questo che non ci sto".