04/07/2020
12/04/2010

Ospedale di Cernusco:
“noi curiamo tutti”

In merito alla vicenda della morte della piccola Rachele, bambina di origine nigeriana, l’Azienda Ospedaliera di Melegnano respinge le accuse e in un comunicato dichiara: “nessuna discriminazione, noi curiamo tutti”. Ma la polemica è già scoppiata.

O la tessera o la vita. Si potrebbe sintetizzare così la storia che stiamo per raccontarvi, una storia di una vita rubata da una burocrazia che assume contorni disumani.
 
Una bambina di 13 mesi è morta dopo che gli ospedali le hanno negato le cure, visto che aveva la tessera sanitaria scaduta. E' successo a Cernusco sul Naviglio all'ospedale Uboldo e a perdere la vita è stata una bambina di origine nigeriana.
 
La notte del 3 marzo la piccola Rachel si sente male, ha violenti attacchi di vomito e il padre chiama il 118. Arrivati al pronto soccorso dell’Uboldo di Cernusco sul Naviglio, il medico di turno la visita velocemente, e la dimettono. La bimba continua a star male. Il padre denuncia: "Il personale ci risponde che la bambina ha la tessera sanitaria scaduta, non possiamo visitarla ancora o ricoverarla”. "Un fatto di una gravità assoluta — sottolinea l’avvocato della famiglia, Marco Martinelli — Dobbiamo capire se esistono direttive precise per casi come questo".
 
Solo a notte fonda la bambina viene ricoverata, "ma fino alle otto del mattino nessuno la visita e non le viene somministrata alcuna flebo, nonostante nostra figlia avesse fortissimi attacchi di dissenteria e non riuscisse più a bere nulla", raccontano i genitori.
 
La sera del giorno dopo la situazione è critica, tanto che oltre alla flebo accanto al letto spunta un monitor per tenere sotto costante controllo il battito cardiaco. Alle cinque e mezza il cuore della bambina si ferma, dopo 30 minuti di manovre di rianimazione viene constatato il decesso.
 
"I medici avrebbero potuto salvarla, se non si fosse perso tutto quel tempo e se le cure fossero state adeguate. Se fosse stata italiana questo non sarebbe successo", grida ora Tommy Odiase, 40 anni, in Italia dal 1997. Chiede giustizia mentre stringe la mano della moglie Linda.

Intanto Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio Sanitaria Nazionale, ha assicurato di aver dato "disposizioni ai Nas affinchè aprano un'istruttoria su questa morte".