13/08/2020
02/05/2013

Milano parco Sempione
terza panchina a sud

MILANO - Finire sulla strada è più facile di quello che si può pensare. A Milano sono decine le persone in fila ogni notte per chiedere qualcosa da mangiare e un posto per dormire

Di Claudio Pandolfi


Il camper arriva alle nove, come ogni lunedì e mercoledì, dietro l'abside del Duomo di Milano. I volontari della "Ronda della Carità e della Solidarietà" si preparano, subito si forma una fila. Ci sono stranieri e italiani, giovani e anziani. Aspettano il sacchetto col panino, e un bicchiere di té. A pochi passi, una modella è protagonista di un servizio fotografico di moda. L'effetto è surreale. 

“Cosa c'è nei panini? Formaggio, salumi ecc. Se non basta mettiamo un po' di tonno, come stasera. Ne abbiamo portati 200 ma non bastano”. A parlare è Magda una dei fondatori dell'associazione, e sono quindici anni che porta da mangiare ai senza dimora.  “C'è sempre più gente che viene, ci sono anche vecchietti con casa propria, ma vengono perché non ce la fanno”.

Finire sulla strada è più facile di quanto si pensi. Basta poco: la perdita del lavoro, un problema di salute, un divorzio. Maurizio è uno di loro, ha più di 60 anni: “Dove dormo? Nel parco Sempione sulla terza panchina contando dall’ingresso”. Poi un’amara battuta: “Ho scelto quella panca perché orientata a sud, che è più caldo…”.

Comincia la ronda per portare qualcosa a quelli che si accampano sotto i portici: San Babila, Corso Vittorio, le vie della moda e dell'aperitivo di notte sono il rifugio degli invisibili. 

Una ricerca della Bocconi dello scorso marzo ha contato 2616 persone senza fissa dimora a Milano. Ma secondo il censimento Istat del 2011, i senzatetto milanesi sono più di 13mila. Tra loro, cresce il numero degli italiani. Marco, un altro volontario de la ‘Ronda della Carità e della Solidarietà', ci dice che quando ha cominciato, quattro anni fa, s’incontravano 70 persone, oggi 300. Secondo l'ultimo rapporto della Caritas ambrosiana, i poveri cronici sono aumentati di quattro volte in dieci anni, ed è la stessa Magda a confermarcelo: “La situazione sta peggiorando, incontriamo facce nuove tutte le sere. Hanno bisogno, non ce la fanno”.