Una notte all'opera
giovedì 3 dicembre 2009
Una notte all'opera: il video
Una notte all'opera: hanno detto
Una notte all'opera: Alessandro Baricco racconta

Che tempo che fa torna in prima serata, giovedì 3 dicembre 2009, con il secondo Speciale di questa settima edizione del programma: nell’occasione dell’inaugurazione della stagione del Teatro alla Scala di Milano, prevista com’è tradizione per il 7 dicembre, giorno di Sant’Ambrogio, con la rappresentazione della Carmen di Georges Bizet, diretta dal Maestro Daniel Barenboim per la regia di Emma Dante, nello studio di Che tempo che fa viene allestita una sorta di prima della prima.
Che tempo che fa insieme al Teatro alla Scala, presente in studio con il Sovrintendente e Direttore artistico, Stéphane Lissner, anticipa questo evento offrendo, per la prima volta su una rete generalista e in prime-time, uno straordinario viaggio nella musica guidato da Daniel Barenboim in compagnia di due suoi grandi amici, Claudio Abbado e Maurizio Pollini, tra i maggiori esponenti della musica classica internazionale.
Nello studio di Che tempo che fa, l’Orchestra Filarmonica della Scala con un organico di 70 elementi esegue brani tratti dal grande repertorio della musica lirica e sinfonica, facendo anche da supporto esplicativo ad una sorta di conversazione-lezione sulla musica e sulla sua interpretazione.
Nel corso della serata, inoltre, Alessandro Baricco propone una sua personale lettura del libretto d’opera della Carmen, mentre Lorenzo Cherubini parla della sua esperienza nella musica colta con La parrucca di Mozart.
Una serata assolutamente inedita per il pubblico televisivo italiano, pensata e costruita non solo per gli addetti ai lavori ma per chiunque voglia appassionarsi, anche solo per due ore, all’ascolto e all’amore per la grande musica.
Una notte all’opera si conclude facendo entrare i telespettatori nel foyer, nei camerini e poi nella buca e sul palco del Teatro alla Scala di Milano, avendo ancora come guida d’eccezione il maestro Daniel Barenboim che chiude questa incredibile serata dirigendo l’Orchestra Filarmonica della Scala nelle prove generali della Carmen e regalando a tutti noi la celebre ouverture dell’opera di Bizet.
Questo speciale è un tentativo, per una sera, di creare 'un inciampo' nella musica Alta e provare, noi per primi, con un mezzo popolare come la tv, a conoscerla più da vicino. Aspettando la Prima della Scala, ci confronteremo con la musica che è da secoli una chiave privilegiata di lettura del mondo.
La ascolteremo e la racconteremo. In questo viaggio ci accompagna la figura straordinaria di Daniel Barenboim, una guida d’eccezione che, con nostro infinito piacere, porterà con sé due amici, due compagni di viaggio fuori dal comune, protagonisti assoluti della musica classica e della cultura internazionale: Claudio Abbado e Maurizio Pollini.
Fabio Fazio

Dopo 24 anni, Claudio Abbado torna a dirigere l'Orchestra Filarmonica della Scala, da lui fondata, prima del suo rientro ufficiale - previsto il 4 giugno 2010, con la Seconda Sinfonia di Mahler - e lo fa nello studio di Che tempo che fa: durante lo speciale condotto da Fabio Fazio, il Maestro dirige il Terzo movimento del III concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven, con un solista di eccezione al piano, il Maestro Daniel Barenboim che si dice commosso di poter suonare con un vecchio amico, che conosco e a cui voglio bene da 53 anni. Dopo l'esecuzione, Abbado si intrattiene con Fabio Fazio, chiedendogli di dargli del tu e portando con sé una copertina rossa, la mia copertina di Linus. Parla dei 90.000 alberi (la passione per le piante gli è stata trasmessa dalla mamma e dal nonno siciliano) chiesti al Comune di Milano per il suo ritorno alla Scala e che, secondo il progetto di Renzo Piano, saranno piantati, in terra e non nei vasi, in tutta Milano, dalla periferia al Duomo: solo in via Dante ne metteremo 220. Racconta, poi, di un episodio della sua infanzia, quando, durante la guerra, lui, figlio di musicisti, scrisse su un muro Viva Bartok e, per questo, ricevette la visita della Gestapo che pensava fosse un partigiano. Infine, parla della sua esperienza come fondatore di orchestre giovanili, e, in particolare dei giovani talenti dell'Orchestra Simon Bolivar, in Venezuela.

Al termine di Una notte all’opera, il Maestro Daniel Barenboim guida i telespettatori in un viaggio che parte dallo studio del talk show e termina nel tempio della musica, attraversando anche il foyer del Teatro, fino ad arrivare alla buca dell'orchestra. Intervistato da Fabio Fazio, il Maestro si intrattiene parlando di moltissimi argomenti, alcuni più tecnici altri meno, ma sempre con la sua simpatia, in un clima di scherzate, come lo definisce lui stesso. Barenboim ad esempio spiega che non è il direttore d'orchestra a decidere l'interpretazione di un'opera: bisogna fare quello che c'è scritto, tradurlo, portarlo alla realizzazione fisica, anche perché la musica è la realizzazione fisica e viva dell'anima ed è sempre più completa dell'essere umano che può essere triste o allegro, mentre la musica è sempre tutte e due, è universale e permette i contrasti più grandi, portando l'esempio dell'ouverture della Carmen, dove trombe e tromboni si incontrano con gli archi, diventando imprescindibili gli uni dagli altri. Parla poi dell'intesa tra il direttore d'orchestra e i musicisti, spiegando che è fondamentale e che si raggiunge quando tutti pensiamo la stessa cosaè un fuori serie, ha scritto opere in italiano, francese e tedesco, è il primo pan europeo. Aveva il senso dell'umorismo - altro che Beethoven e Brahms - si divertiva e adorava le belle ragazze. Era un genio, chi non vorrebbe passare una giornata con lui?. Per Barenboim, inoltre, la musica non è un lavoro, se lo fosse, la metà di quello che faccio sarebbe troppo: io non ho bisogno di riposo dalla musica. Racconta, infine, della sua esperienza con la West-Eastern Divan Orchestra, fondata nel 1999 insieme all'intellettuale palestinese Edward Said, che riunisce musicisti provenienti da diversi paesi tra cui Israele, Egitto, Libano, Giordania e Palestina e con cui ha tenuto, nel 2005, uno concerto a Ramallah: sono ragazzi che hanno un coraggio incredibile e lo esprimono con la musica. Perché la musica non è qualcosa fuori dalla vita. La musica non ha bisogno di noi, siamo noi ad avere bisogno della musica. Dà forza, allegria e senso alla vita. Il Maestro lascia quindi lo studio per recarsi alla Scala, dove lo attende la prova generale, che le telecamere di Che tempo che fa sono riusciti a mostrare durante i primi minuti dell'ouverture e racconta che preferirebbe passare un giorno con Mozart piuttosto che un mese con Brahms, perché Mozart
I sogni sono indispensabili per gli individui, così come l'arte lo è per la società. Se il governo taglia i fondi per la cultura, toglie quello che vivifica l'intera società: lo dice il Maestro Maurizio Pollini che si è unito, nello studio di Che tempo che fa in occasione di Una notte all’opera, ai suoi due amici Claudio Abbado e Daniel Barenboim. Il celebre pianista ribadisce come la musica classica abbia bisogno di promozione e di abitudine all'ascolto e alla conoscenza.

Tutti ottimisti, felici e fiduciosi per la prima di lunedì 7 dicembre, da Daniel Barenboim a Stéphane Lissner, sovrintendente e direttore artistico della Scala, a Emma Dante, regista della Carmen, che hanno raggiunto il Maestro in studio. La Dante ha spiegato come sia stato toccante l'approccio con la Scala e ha raccontato che Barenboim, durante le prove, è stato sempre al suo fianco: esistono due tipi di prove, quella musicale e quella di regia: noi le abbiamo fatte sempre insieme.
Intervengono anche Alessandro Baricco, che propone una sua personale lettura del libretto della Carmen, raccontato in soli 6 minuti; la giornalista Natalia Aspesi, memoria storica delle prime della Scala, che ricorda la novità introdotta da Lissner dell’ anteprima riservata ai ragazzi under 30 che quest'anno si tiene il 4 dicembre e per cui sono andati già a ruba tutti i biglietti – a dieci euro l’uno - con diecimila richieste per 2.000 posti; Lorenzo Jovanotti Cherubini che si è cimentato nella scrittura di un libretto d'opera, La parrucca di Mozart: mi sono relazionato con il mito di Mozart, un mito per noi occidentali come può esserlo Pinocchio o Amleto; il progetto nasce nell'ambito di un laboratorio per ragazzi a cui il cantante si sta dedicando da qualche anno.
La Prima della Scala, prodotta dalla Rai, sarà trasmessa eccezionalmente in chiaro da Classica, canale satellitare numero 728 di Sky e, grazie agli accordi commerciali realizzati da Rai Trade, sarà diffusa in diretta televisiva in Francia, Germania, Belgio e nei cinema digitali di Stati Uniti, Canada, Spagna, Australia e Italia.

