Un padre pisano e una madre siciliana, il precoce amore folle per la lettura. Milano, la guerra, l'università, scoprendo la letteratura e soprattutto la lingua, la magìà delle parole, la bellezza di metrica e ritmo. Vittorio Sermonti racconta il suo cammino frastagliato e pieno, lo scrivere romanzi racconti e poesie, il lavorare come giornalista e dopo come professore di liceo. Ma anche il lavoro in Rai, quel mondo sempre ricchissimo di spunti e isnegnamenti che è stato per lui la radio, dalla ideazione e la regìa delle "Interviste Impossibili" a quel capolavoro che sarà negli anni Ottanta la lettura di Dante e poi di Virgilio (Dante, diceva Gianfranco Contini, è "radiofonico"). Un racconto dove senso del suono e senso del senso vanno insieme. La confessione musicale di uno dei più grandi "dicitori" che la lingua italiana conteporanea possiede.