Dall'infanzia incantata trascorsa sul mare della costiera amalfitana, al trasferimento a Roma per seguire l'Università nei difficili anni Settanta, il percorso che ci ha narrato Antonio Forcellino è poi approdato alla decisione di iscriversi all'Istituto del restauro, alla ricerca di una concretezza che mescolasse il lavoro manuale al sapere teorico dello storico dell'arte. E poi gli incontri con le persone vive e con i capolavori del passato. Primo fra tutti quello con il Mosè michelangiolesco della Chiesa di S. Pietro in Vincoli. Una lunga frequentazione, ravvicinata, che ha permesso una nuova e inedita lettura dell'opera, proposta in vari contributi scientifici. Ma la grande carica emozionale del lavoro ha poi valicato gli argini e si è incanalata in alcuni romanzi di carattere storico, tradotti in varie lingue, che hanno fatto di Antonio Forcellino, non soltanto un restauratore noto a livello internazionale, ma uno scrittore di successo.